Antefatto
Governante kapo si trovava nei pressi della sua abitazione quando riceve una telefonata:
“Si?”
“M. sono A., è successo un casino…”
“Che casino?”
“Il bagno della 118″
“Bè?”
“Ci sono dei capelli!”
“E quindi?”
“Non avete lavato!”
“A., tu vuoi farmi girare i coglioni durante il mio giorno di pausa?”
“Eh..ma.. io non so cosa fare adesso, non puoi venire?”
Momento di pausa
“A.?”
“…Dimmi tu perchè io non so che fare, non è ammissibile questa cosa, devi venire..”
“A. mi ascolti?”
“Sì”
“A. vai a farinculo”
Click
Il fatto,anzi Fatto
Sono le sette di mattina e Governante kapo è stranamente silenziosa.
Le chiedo il motivo dell’inquietante silenzio e risponde con un “Aspetta”.
Eh.. aspetto e sento l’aria farsi pesantiella.
La receptionis è una ragazza alta,magra, molto bella e raffinatissima, come è opportuno per un certo tipo di albergo: una con tutti i crismi. Molto chic.
Governante kapo si dirige verso di lei, l’affianca e, prima del buon giorno:
“A. senti, tu mi devi fare questo grande favore: togliti queste arie da principessa del cazzo di dosso e la prossima volta che trovi un capello per terra prendilo con le tue manine di merda e non rompere i coglioni…”
- squilla il telefono e le strappa di mano la cornetta -
(Il dialogo avviene in inglese)
“Buongiorno sono M mi dica”
blablablabla
“Certamente: un tè, un cappuccino, due spremute d’arancia e croissant per lei, li mando immediatamente su, buona giornata”
Click.
(Poi di nuovo in italiano urlato)
“…perchè se quella bestia di tua madre non ti ha insegnato le buone maniere non hai da preoccuparti ci penso io…”
Alza il telefono
“Colazione alla cento, l’ordinazione è …. e datevi una mossa che non siete pagati per fare i fighetti in giacca e cravatta”
Click.
“E la prossima volta che ti permetti di disturbarmi durante il mio giorno libero per chiamarmi a casa e dirmi che ci sono i capelli in una stanza meglio che non ti fai trovare, sennò te li faccio pulire io col culo. Qui ci rompiamo la schiena tutti i giorni perciò fai meno la schizzinosa, faccia di cazzo.
Vaffanculo e buona giornata.”
Gli volta le spalle e va via.
Vedo che ridacchia.
Ridacchio anche io.
Mi sposto per far passare un cliente che, mi accorgo,si stava godendo la scena fermo in un angolo,sogghignante.
Passando mi dice “Ne ha di fiato la mattina eh?”